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La trama narrativa di tutto il percorso espositivo trarrà spunto da tre anniversari:

- il 650° del Trittico del Rocciamelone e della prima scalata alpina documentata;
- il 300° della conquista del Forte di Exilles e dell’alta Valle di Susa da parte dell'esercito sabaudo;
- il 100° della fondazione dello Sci Club di Bardonecchia

attraverso i quali sarà richiamato il concetto di limite/confine con cui l'uomo si è continuamente confrontato nello spazio alpino in modo diverso e con diverse estensioni: la conquista delle vette, la delimitazione degli spazi, la trasformazione fisica del territorio. Il clima percorrerà come un ideale fil rouge tutte le sezioni della mostra e costituirà l’esempio più immediato e tangibile del variare dell’ambiente alpino e dei suoi confini.

SEZIONE ESPOSITIVA DI SUSA – MUSEO DIOCESANO
650° del Trittico del Rocciamelone e della prima scalata alpina documentata


La sezione di Susa sarà ricollegata al 650° anniversario del Trittico del Rocciamelone, straordinaria opera di oreficeria fiamminga, e approfondirà le radici bibliche della spiritualità legata alle vette, l'ambito della religiosità del basso Medioevo e gli aspetti storico-artistici legati alle Alpi. Lo spazio del sacro colloca da sempre le vette fuori dell'ambito umano: sono le dimore inviolabili della divinità. La letteratura biblica le rende luoghi della rivelazione di Dio, le porte del cielo. In epoche più recenti, poi, con lo sviluppo dei pellegrinaggi locali, vengono addomesticate fino a farle diventare, nei secoli XIX e XX, la palestra per forgiare la coscienza dei giovani.
Il Rocciamelone, il Trittico, e la figura di Bonifacio Rotario d’Asti rimandano ad un confine culturale e religioso da affrontare e superare.

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